Ferdinando Arisi massimo esperto del pittore piacentino Luciano Ricchetti

Il direttore dei Musei Civici di Palazzo Farnese Antonio Iommelli ha ricordato il rapporto tra il grande critico d’arte (nella giornata a lui dedicata) e il poliedrico artista

“Luciano Ricchetti nel ricordo di Ferdinando Arisi”. Questo il tema della chiacchierata che il direttore dei Musei Civici di Palazzo Farnese Antonio Iommelli ha tenuto al PalabancaEventi (Sala Panini) in occasione della “Giornata Arisi” promossa dalla Banca di Piacenza per rendere onore al maggior storico dell’arte che la nostra terra abbia avuto.

«Il prof. Arisi era il massimo esperto di Ricchetti», ha esordito il dott. Iommelli ricordando le due opere dedicate dallo storico dell’arte al pittore: una monografia scritta in occasione della mostra antologica a cura degli Amici dell’Arte in occasione dei suoi 70 anni e un catalogo ragionato della mostra organizzata a 100 anni dalla nascita, dove si può trovare l’opera completa del grande artista del Novecento piacentino (1997, Tipleco) con in copertina l’affresco realizzato nel 1952 da Ricchetti (“Sintesi storica della città di Piacenza”) nella Sala della Sede centrale della Banca a lui dedicata.

«Il prof. Arisi – ha evidenziato il direttore dei Musei Civici – era molto preso dalla vicenda artistica di Ricchetti di cui aveva grande considerazione e in effetti ci aveva visto giusto: pittore, scultore, restauratore, illustratore, un artista che sapeva destreggiarsi in tutti questi ambiti». Ebbe come maestro (al Gazzola) Francesco Ghittoni e il prof. Arisi si soffermò parecchio sul Ricchetti nei primi anni di formazione («perché è in quei momenti che l’artista rivela le sue qualità»). All’età di 13 anni già dipingeva, anche se le pagelle scolastiche non erano proprio eccelse, anzi. «Spesso Ricchetti si muoveva nel solco della tradizione», ha spiegato il dott. Iommelli, in un periodo nel quale si sviluppavano le avanguardie.

Il relatore ha quindi fatto cenno ad alcune opere dell’artista. In ascolto, olio su tela di grandi dimensioni realizzato nel 1939 nella sede degli Amici dell’Arte che gli valse il Premio Cremona. L’opera venne nel 1945 fatta a pezzi e dispersa. Alcuni frammenti sono però stati ritrovati. Quello de Il balilla (olio su tela, cm 33 x 30), che la Banca di Piacenza ha acquistato da un collezionista privato, fu parzialmente ritoccato agli inizi degli anni Settanta dallo stesso Ricchetti che – come testimonia Arisi – mimetizzò la M di Mussolini sul berretto e cancellò la cravatta azzurra. Il frammento, inserito in un pannello che presenta, a fianco, la riproduzione in bianco e nero dell’intero quadro di Ricchetti come appariva prima dello smembramento, con evidenziata a colori la posizione in cui si trovava la parte autentica del dipinto, si trova in una sala al primo piano del PalabancaEventi. L’affresco del 1954 realizzato nella Sede centrale della Banca nella Sala che prederà poi il suo nome, una silloge della storia e dei principali monumenti di Piacenza. «La pittura murale ha assorbito gran parte della sua produzione, con esempi nelle chiese delle vallate piacentine, ad esempio a Bettola (nel Santuario della Madonna della Quercia) e a Veano». A guerra finita Ricchetti ha la necessità di reinventarsi per tornare a guadagnare mercato. Guarda allora a Casorati, a Velasquez e fa un omaggio ad Antonello da Messina «imbrigliato – ha argomentato il direttore Iommelli – tra quello che voleva fare e quello che gli chiedevano di fare». Bruno Cassinari gli diede allora un consiglio: “Fai quello che ti senti, un’artista prima di tutto deve guardare in sé stesso”.

Terminata la conferenza, il dott. Iommelli ha accompagnato i presenti nella sala dove è esposto il Balilla per illustrare due dipinti di Ricchetti recentemente acquistati dalla Banca: Autoritratto in costume o Lo sfregiato (1926, olio su cartone) e Carmen (1926, olio su cartone).

16.6.’26.

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L'intervento di saluto del vicepresidente  della Banca Domenico Capra

L'intervento di saluto del vicepresidente
della Banca Domenico Capra

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Luciano Ricchetti, Autoritratto in costume o Lo sfregiato (1926)

Luciano Ricchetti, Autoritratto in
costume o Lo sfregiato (1926)

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Luciano Ricchetti, Carmen (1926)

Luciano Ricchetti, Carmen (1926)

 

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Antonio Iommelli illustra i due quadri di Ricchetti acquistati dalla Banca

Antonio Iommelli illustra i due quadri di
Ricchetti acquistati dalla Banca

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La Giornata Arisi si è svolta in Sala Panini del PalabancaEventi

La Giornata Arisi si è svolta in Sala Panini del PalabancaEventi